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Aiuti umanitari

aiuti umanitari 7E’ cominciata proprio in questo settore l’attività del Gruppo Missionario Folgaretano, quando Luigino Rella, il fondatore, raccolse la richiesta di aiuto rivoltagli dall’amico Carlo Spagnolli, da un paio d’anni in Uganda. Spagnolli aveva scelto l’Africa per svolgere la sua professione di medico (davvero una missione, in questo caso), trovandosi ad affrontare subito una realtà durissima, fatta di fame, degrado, malattie, mortalità infantile ai massimi livelli. All’appello dell’amico, Luigino Rella rispose radunando un gruppo di volonterosi folgaretani e due mesi dopo partiva per Arua, capoluogo della regione ugandese del West Nile, il primo di una serie di container, contenenti cibarie, attrezzature sanitarie, medicinali, letti, materassi, lenzuola, sementi, attrezzi agricoli.

Era l’autunno del 1979 e quel container diede il via sull’altopiano ad una sistematica ed ininterrotta attività di ricerca, selezione, preparazione di tutto ciò che avrebbe potuto essere utile al dottor Spagnolli ed alla poverissima gente che assisteva.

Una gara di solidarietà che nei diciotto anni compresi tra il 1979 ed il 1996 ha permesso l’invio di aiuti (complessivamente oltre trenta container) negli ospedali ugandesi di Angal, Arua, Maracha e Nyapea, nonché nei dispensari di Ediofe, Lodonga, Moyo, Nebby, Orussi, Otumbari, Packwach, Panyimur, Paidha, Palombo, War, Zeu. Ma ha reso possibile anche l’acquisto e la spedizione di attrezzature per laboratori-scuola di meccanica, falegnameria, edilizia e sartoria e per la messa a punto di strutture produttive quali una fabbrica di mattoni ad Ediofe (Uganda), un frantoio ad Arua (Uganda), una segheria a El Kelaa des Sragna (Marocco).

Poi i viaggi verso l’Africa vennero sospesi per problemi di costi, lievitati a causa di nuove normative degli Stati di destinazione, ma contestualmente si aprì il fronte Bulgaria, Paese verso il quale si riversò tutto l’impegno dei volontari folgaretani, ormai di collaudata esperienza.

Si consolidò anche la collaborazione con la Croce Rossa di Folgaria e ciò, nel 2002, ha dato luogo a una delle operazioni umanitarie più importanti, la spedizione di una colonna di cinque camion messi a disposizione dal Coe, il Centro operativo emergenze di Verona, struttura militare della CRI.

Concluso, per quanto non definitivamente, il programma di aiuto alla città ed alla regione di Pazardjik, anche in considerazione del fatto che la Bulgaria si apprestava ad entrare nella Comunità Europea (1 gennaio 2007), il trasporto di merci di ogni tipo è cominciato verso Tblisi, capitale della Georgia, in collaborazione con la Caritas di Trento.

Tutto questo è stato ed è possibile grazie alla rete tessuta negli anni dal G.M.F. che, per la raccolta, la selezione ed il confezionamento degli indumenti conta su una decina di piccoli gruppi di volontari sparsi in Trentino, nel veronese e nel mantovano e per il reperimento di altre merci conta sulle segnalazioni di disponibilità che arrivano da amici e sostenitori.

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Il Centro sanitario di Orussi (Uganda) e una fabbrica di mattoni di Ediofe (Uganda)

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La falegnameria di El Kelaa (Marocco) e il nuovo reparto dell’ospedale di Nyapea (Uganda)

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Un Tir in partenza da Folgaria per Pazardjik, in Bulgaria